Quali sono le differenze fra separazione consensuale e giudiziale?
La separazione consensuale è un procedimento che i coniugi instaurano insieme dopo aver raggiunto un accordo sulle condizioni riguardanti i rapporti patrimoniali ed il regime di affidamento dei figli.
Se l’accordo per una separazione consensuale non viene raggiunto, il coniuge che intende interrompere la convivenza deve instaurare un procedimento di separazione giudiziale: in questo caso le condizioni della separazione vengono stabilite dal tribunale.
Se i coniugi raggiungono un accordo durante lo svolgimento della causa di separazione giudiziale quest’ultimo procedimento potrà chiudersi come separazione consensuale.
Tre mesi fa mio marito è andato via di casa portando con sè le sue cose … posso denunciarlo per abbandono del tetto coniugale?
L’abbandono del tetto coniugale non integra di per sé un reato. Se lei è priva di mezzi di sostentamento e suo marito non provvede a quanto necessario alle sue esigenze, egli potrebbe rispondere del reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare.
L’allontanamento dal domicilio domestico potrà poi essere motivo di addebito della separazione a suo marito, sempre che tale allontanamento venga considerato privo di giusta causa e fonte della crisi coniugale.
Da mesi ormai la convivenza con mia moglie è diventata impossibile… continui litigi e scenate anche davanti ai bambini… vorrei trasferirmi in un altro appartamento, è lecito?
La convivenza è un dovere che nasce dal matrimonio, ma è considerata una giusta causa di allontanamento dal domicilio domestico l’esistenza di circostanze che rendono intollerabile la coabitazione o che arrecano grave pregiudizio all’educazione dei figli.
Anche la proposizione della domanda di separazione davanti al Tribunale è una giusta causa di allontanamento.
In ogni caso non dovrà far mancare a sua moglie e ai suoi figli quanto necessario alle loro normali esigenze di mantenimento, per non dover rispondere del reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare.
Per quali motivi il giudice può pronunciare l'addebito della separazione?
L’addebito può essere pronunciato nei confronti del coniuge che ha violato i doveri di fedeltà, assistenza morale e materiale, collaborazione nei confronti dell’altro, sempre che tali violazioni siano state la causa del fallimento del matrimonio.
Cosa comporta l'addebito della separazione?
Il coniuge al quale il giudice ha addebitato la separazione perde il diritto di ricevere l'assegno di mantenimento che gli spetta nel caso di mancanza di adeguati redditi propri. Egli perde inoltre il diritto successorio alla quota legittima nei confronti dell’altro coniuge.
Da mesi mia moglie rifiuta ogni rapporto intimo con me … ho il diritto di chiederle di adempiere i suoi “doveri coniugali”?
Il matrimonio comporta una generale accettazione di condivisione della vita intima, ma non una incondizionata adesione a tutti i singoli futuri rapporti: non esiste all’interno del matrimonio un dovere di compiere atti sessuali.
Dal nuovo articolo 609 bis del codice penale emerge che la libertà sessuale è un valore fondamentale dell’individuo e che la sfera intima del coniuge è assolutamente inviolabile, al pari di quella di ogni altro individuo.
Per risolvere il problema potrebbe essere utile intraprendere una terapia di coppia. Non servirà invece un richiamo ad assolvere “doveri coniugali” che non esistono nel nostro ordinamento.
Se la convivenza coniugale è divenuta intollerabile, lei può ovviamente chiedere la separazione. Può anche chiedere la pronuncia di addebito a sua moglie, provando che l’ingiustificato e persistente rifiuto dei rapporti intimi ha incrinato la vostra relazione ed ha causato il fallimento del matrimonio.
Ho scoperto che mio marito mi tradisce… sono riuscita a conoscere la password per accedere alla sua casella di posta elettronica ed ho letto diverse e.mail della sua amante… sono furiosa e vorrei dirgli tutto quello che ho scoperto…
Accedere clandestinamente ad un sistema informatico protetto è un reato previsto dal codice penale. Così come integra reato, per esempio, sottrarre la corrispondenza personale del coniuge o leggere i messaggi sms dell’ utenza cellulare di quest’ultimo.
Consideri questo prima di prendere qualsiasi decisione sull’onda di sentimenti di rabbia o di delusione e consulti un avvocato.
Fra qualche settimana ci sarà la prima udienza nella causa di separazione iniziata da mia moglie… abbiamo due figli minori… ho chiesto l'affidamento condiviso dei miei figli… cosa prevede la legge in proposito?
L’articolo 155 del codice civile prevede che nella separazione e nel divorzio i figli minori debbano essere affidati ad entrambi i genitori, salvo casi marginali di affidamento esclusivo.
L’affidamento condiviso comporta che le decisioni di maggior interesse per i figli relative all´istruzione, all´educazione ed alla salute sono assunte di comune accordo. In caso di disaccordo la decisione è rimessa al giudice.
Il giudice stabilisce anche i tempi di permanenza dei figli presso ciascuno dei genitori.
Dalle prime prassi applicative della legge sull’affidamento condiviso è emerso che in genere – quando si tratta di minori in età pre adolescenziale – i figli sono collocati stabilmente presso la madre ed il padre può far loro visita e tenerli con sé secondo un calendario stabilito dal giudice, il quale deve comunque tenere presenti le richieste dei genitori al riguardo.
Il giudice deve comunque tutelare il superiore interesse del minore ed il suo diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori.
Mi sto per separare…. chi ha il diritto di restare nella casa coniugale?
L'articolo 155-quater del codice civile prevede che la casa familiare deve essere assegnata tenendo conto, prioritariamente, delle esigenze dei figli. Ciò comporta che, generalmente, la casa viene assegnata in godimento al genitore con il quale continuerà a convivere stabilmente il figlio (minorenne o maggiorenne non economicamente autonomo).
La legge prevede espressamente che l'assegnazione della casa coniugale costituisce fattore di rilievo economico, di cui il giudice deve tenere conto nella determinazione dell'assetto economico della separazione.
Sono in fase di separazione… siamo in regime di comunione… mio marito ha un conto corrente bancario sul quale è depositata una grande somma in titoli e contante … ho il diritto di chiedere la metà di tale somma?
Il denaro ed i titoli acquistati dal coniuge durante il matrimonio entrano nella cosiddetta comunione de residuo: quando la comunione si scioglie si può stabilire a quanto ammonta il patrimonio per dividerlo in quote uguali (a metà).
Prima di quel momento, durante il matrimonio, ciascuno dei coniugi può spendere ciò che guadagna (redditi da lavoro, redditi provenienti da beni personali, utili di aziende) come vuole, ovviamente dopo aver provveduto ai bisogni della famiglia.
Considerato che la comunione si scioglie solo con il provvedimento definitivo di separazione personale (decreto di omologa o sentenza), va da sé che è facile occultare il denaro o i titoli senza lasciarne traccia.
E’ conveniente cercare al riguardo un buon accordo in sede di separazione consensuale.
Sto cercando con mia moglie un accordo per giungere ad una separazione consensuale… mi propone un assegno di mantenimento di euro… come faccio a sapere se la proposta è conveniente?
Valutando – insieme al suo avvocato - tutti gli aspetti della situazione per poi delineare lo scenario di una separazione giudiziale. La convenienza di un accordo, infatti, si valuta considerando quale è la possibile alternativa. Si deve allora considerare cosa stabilirebbe un giudice – sulla base della legge vigente - nel caso in cui non si arrivasse ad un accordo sulla separazione consensuale.
Sto per separarmi… abbiamo quasi trovato un accordo ed abbiamo deciso di affidarci entrambi ad un avvocato scelto da mia moglie. Ho però il dubbio che l'avvocato scelto tuteli solo gli interessi di lei…
Prima di stipulare un accordo importante non si possono avere dubbi, ma occorre la consapevolezza di aver raggiunto condizioni giuste ed eque.
Con il proprio avvocato, inoltre, va instaurato un rapporto di fiducia. Se – per qualsiasi motivo – ha dubbi sull’operato dell’avvocato scelto da sua moglie, la cosa più corretta da fare verso tutti, compreso sé stesso, è nominarne un altro che goda della sua piena fiducia. Se invece ha solo qualche dubbio da chiarire, può chiedere una consulenza ad un secondo professionista, il quale potrà fornirle chiarimenti, senza però interferire con il lavoro del collega al quale lei ha già affidato l’incarico.
Quali sono, secondo lei, le caratteristiche che deve avere un avvocato matrimonialista?
1) deve – ovviamente - essere competente ed esperto nella materia: lo studio legale deve avere un dipartimento o almeno un professionista che si occupa prevalentemente del diritto di famiglia, materia che non può essere trattata nei ritagli di tempo, fra una causa e l’altra in settori diversi;
2) deve ascoltare attentamente le esigenze del cliente: nell’impostare una strategia processuale l’avvocato deve considerare quale risultato concreto il cliente vuole ottenere;
3) deve consigliare al cliente le scelte più razionali e convenienti, oltre che informarlo sui suoi diritti e sul modo migliore di tutelarli;
4) deve fornire risposte rapide, perché quasi sempre nel diritto di famiglia le questioni trattate hanno carattere urgente;
5) deve essere dotato di particolare sensibilità, perché le questioni trattate spesso non coinvolgono solo gli interessi economici, ma anche gli affetti ed i sentimenti delle persone (fra le quali vi sono spesso minori).
Vorrei risposarmi ma è in corso da anni la causa di separazione. E' possibile accorciare i tempi per il divorzio?
Per proporre la domanda di divorzio è necessario che siano trascorsi tre anni dalla comparizione delle parti davanti al presidente del tribunale nel giudizio di separazione e che sia stata pronunciata sentenza di separazione passata in giudicato.
Per accelerare i tempi del divorzio è possibile chiedere nella causa di separazione una sentenza parziale di separazione: in questo modo la causa prosegue per la definizione delle questioni economiche e relative all’affidamento dei figli, ma è consentito proporre la domanda di divorzio.
Per chiarire un dubbio su una questione concreta e urgente è possibile chiedere supporto agli avvocati del network Dol con i servizi Consulenza telefonica e Consulenza in studio.