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News

 Fino a che Sacra Rota non vi separi

Da Panorama.it del 12 maggio 2003


Le sentenze sono in latino, i poveri non pagano le spese. Gli annullamenti aumentano. Per fede e soprattutto per soldi


Nel 1982 il totale delle cause di annullamento esaminate in appello dalla Sacra Rota romana era di 287 l´anno.


Nel 1992 il numero è salito a 824.
Nel 2002 la cifra che compare sulla relazione annuale è 1.280. Le statistiche delle richieste di annullamento seguono quelle dei divorzi: dal 1995 al 2000 i divorzi italiani sono passati da 52.323 a 71.696, un incremento del 37,5 per cento. Gli italiani sono i primi in classifica per i processi di annullamento che giungono in appello alla Sacra Rota, con 323 richieste nel 2002. Seguono i cattolici degli Stati Uniti (183) e i polacchi (100). In Italia, la regione con più cause appellate in Rota (58) è il Lazio.


Quali sono le motivazioni che hanno portato a un tale incremento? «I fattori sono diversi» spiega un autorevole giudice della Sacra Rota a Panorama. «Da una parte la caduta del Muro di Berlino ha permesso ai cattolici dell´Est di avere rapporti diretti con la Santa sede. A ciò va aggiunta una crisi endemica dell´istituto matrimoniale.
D´altra parte un così alto numero di richieste di nullità denota fiducia nei confronti della giustizia ecclesiastica. E infine, il ricorso ai tribunali ecclesiastici, malgrado le fatali lungaggini dei processi dovute a una procedura sovente complicata e puntigliosa, è un modo di dar pace alla propria coscienza».


Tutte le cause in Rota vengono ancora scritte in latino, i 154 avvocati rotali, quasi tutti laici, sono obbligati all´uso dell´antica lingua nei confronti dei 20 prelati provenienti da varie parti del mondo, che compongono questo antichissimo tribunale del papa.


È importante notare che nei paesi in cui vige il regime concordatario, come in Italia, l´annullamento rotale, pur dichiarando nullo anche il legame civile, non elimina gli oneri nei confronti dell´ex coniuge e dei figli.


L´85 per cento delle cause rotali è di gratuito patrocinio: dimostrata l´indigenza delle parti, è la Santa sede che si fa carico delle spese processuali. Dal 1998, dopo una direttiva della Conferenza episcopale italiana, una parte dei contributi provenienti dall´8 per mille sostiene i costi dei processi nei tribunali ecclesiastici regionali italiani.
Il costo medio di una causa di annullamento, secondo le tabelle prescritte dalla Cei, è di 2.500 euro per l´avvocato, 260 euro per il procuratore più le spese. Non tutti gli avvocati però le applicano rigorosamente. La durata media di un processo è di circa 2 anni. I ceti sociali che si rivolgono alla Rota sono i più svariati (dal pompiere al semplice impiegato, fino a Carolina di Monaco), così come l´età dei richiedenti.


Secondo un noto avvocato rotale romano, «l´annullamento viene richiesto, oltre che per motivi di credo e sociali, anche per ragioni economiche. L´assegno di divorzio nasce da un matrimonio valido. Se il matrimonio viene annullato, e ciò viene trascritto alla Corte d´appello, esso non è mai esistito. I conseguenti obblighi diventano così necessariamente minori».

Secondo l´avvocato, oggi «l´iniziativa dell´annullamento parte soprattutto dalle donne, che vengono sempre più risucchiate dal meccanismo della società consumistica. Riparare una situazione rotta è più difficile e richiede troppo sacrificio, meglio iniziarne una nuova».


 
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