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 Coppia, ora la crisi è al terzo anno «Per uscirne fate viaggi e acquisti»

Da Il corriere della sera del 23 gennaio 2003


L´aumento delle separazioni tra giovani: «Affrontare subito i primi segnali»


I terapeuti: la cura migliore è parlarsi, magari comprate una casa


MILANO - Non più sette ma tre. Trentasei mesi e la coppia entra in crisi. Si comincia con il «parlare al singolare». Poi a tirare fuori tutte le scuse possibili e immaginabili per non fare l´amore, la più sfruttata «Sono stanco/a». La comunicazione a parole si spegne: nel bene e nel male, niente discussioni ma neppure dialogo civile. Dell´altro o dell´altra comincia a dare fastidio tutto. Ma si tace, per il quieto vivere. L´incomunicabilità, fisica e verbale, uccide la coppia all´alba del terzo millennio. Lo ha raccontato il settimanale francese «Le Point». Lo confermano in Italia gli esperti: sessuologi, psicologi, terapeuti. E tutto questo accade, la novità di qua e di là delle Alpi, fra le coppie giovani. Che poi si lasciano: 52.323 le separazioni nel ´95 e 71.979 nel 2000 (ultimi dati Istat); 27.038 i divorzi nel ´95 e 37.573 nel 2000. Con un dato di supporto alla «tendenza»: il 21 per cento delle istanze proviene da coniugi uniti da meno di cinque anni. Possibile che non si possa fare nulla? A Parigi e dintorni sciorinano terapie, corsi e libri e un consiglio: «Parlare, parlare». Anche se della crisi della coppia come fenomeno si discute poco. «Già, negli ultimi anni gli interventi di prevenzione - sostiene Pino Pedracchi, psicanalista del centro di assistenza della persona e della famiglia - sono sempre meno numerosi. E per prevenzione intendo il rivolgersi a centri come i nostri ai primi segnali. Invece si arriva quando l´idea della separazione è più forte, la comunicazione è interrotta da tempo e ripristinarla è quasi impossibile».


«BOMBE INTELLIGENTI» - «Noi le chiamiamo le "bombe intelligenti": si tratta di frasi o atteggiamenti ad hoc per farsi del male. Quando una coppia le sa usare, allora non c´è niente da fare», racconta Salvatore Coniglio coordinatore del gruppo tecnico dei mediatori familiari dell´Emilia Romagna. «Uno dei due può anche pensare di poterne uscire - continua - ma accade raramente: ci sono quei tre anni di "litigate" difficili da superare». Ecco il primo comandamento. Non arrivare a quei tre anni che, un tempo, forse erano piatti che volavano, oggi, di «comunicazioni interrotte».


I SINTOMI - La psicoterapeuta ed esperta di terapia di coppia Gianna Schelotto sostiene che i campanelli di allarme sono più che visibili: «Si comincia a fare sempre meno l´amore, per esempio. Che non significa che siamo troppo stanchi per farlo, ma piuttosto che non c´è più voglia di comunicare con il corpo e di affidarlo all´altro». Ma non solo. «Si comincia a provare fastidio per tutto quello che l´altro fa, ma si preferisce non dirlo. Mi viene in mente quella paziente che mi raccontò di quanto non sopportasse che il marito, alla sera, arrivasse a tavola, fresco di doccia e tutto profumato di borotalco. Lei odiava quel profumo. Ma non glielo diceva». Per la Schelotto spesso l´inabissarsi nel quieto vivere è in realtà calarsi in un silenzio devastante.


I RIMEDI - Cosa fare? «Certo quando una coppia va in psicoterapia significa che vuole uscirne. Ma attenzione non sempre - avverte l´esperta - va bene. Perché può essere una fuga inconscia; un delegare agli altri la soluzione di un problema che sta dentro di noi. A volte la soluzione è unicamente a due. Ha spesso funzionato il consiglio di pensare a un nuovo progetto comune: acquistare una casa o preparare un viaggio. Fondamentale capire sempre se la crisi dichiarata è voglia di fuga o di una nuova coesione». Amici, parenti, consultori, sacerdoti, a chi parlarne? «A tutti e a nessuno. Il ruolo dei genitori di una coppia giovane, può essere per esempio devastante, ma non si può generalizzare. Per chi ha una formazione religiosa la parrocchia è sempre un buon punto di riferimento».


COMPORTAMENTI - «In vent´anni - dice Giuseppe Rescaldina, direttore del Centro studi della coppia di Milano - mi sono accorto che meno coppie bussano da noi e più coppie bussano alla porta dell´avvocato divorzista del piano di sotto... Rassegnazione? Può essere». Le cifre: 99 gli interventi del Centro nel 2002 contro i 203 del 1999. Eppure le crisi ci sono: «Eccome! E sempre più coppie giovani. Anche perché si formano già come coppie parenterali, che un tempo era il punto di arrivo di un rapporto: più amici che amanti, quasi asessuate. Scarso dialogo fisico e spesso, a un certo punto, anche verbale». Rescaldina fa terapia comportamentale: «Credo che l´analisi, per i tempi lunghi, spaventi ormai la coppia. La terapia comportamentale cerca di insegnare a riprendere, in questo caso, il dialogo. Per esempio ai miei pazienti consiglio, ogni sera, di parlare a turno mezz´ora a testa. Mentre sul sesso dico di non farlo: il non viverlo più come un quasi dovere aiuta a riavvicinarsi». Tempi? «Se in 10 sedute (80 euro la media ndr ) non si cominciano ad ottenere risultati, allora io per primo dubito».


IN NOME DELLA FELICITA´ - E´ anche vero che questa è una società in cui la ricerca della emozioni sempre più forti, fa sì che tutto sia bruciato per raggiungerle. Angelo Giuseppe de Micheli, per esempio, in «La felicità nella coppia», uno degli ultimissimi libri in materia (edizione Riuniti), pone la questione in questi termini, sostenendo che è il «vivere insieme» oggi è più difficile che mai perché tante sono le «alternative», le soluzione diverse comprese quelle di «sostituzione», «cambiamento», «rinnovamento» che non significano però «coppia».



Paola Pollo





 
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